Formazione Permanente

L’Associazione Ardeidae ha proposto in questi anni cicli di seminari di Formazione Permanente rivolti a danzamovimentoterapeuti, arte terapeuti, docenti, artisti e professionisti della relazione d’aiuto. Alcuni di questi seminari sono stati accreditati dall’APID all’interno dei programmi di Formazione Permanente.

In particolare, Benoit Lesage e Angela Loureiro con il loro contribuito hanno sostenuto  lo sviluppo della metodologia della DMT-PEP e rinforzato le competenze di base dei nostri soci, oltre che offrire opportunità di crescita a vari tipi d’utenza.

Gli stage proposti e condotti dal 2003 in poi, attraverso l’approfondimento della dimensione evolutiva nelle diverse aree di funzionamento della persona, hanno contribuito a fondare e definire un modello teorico e di intervento  specifico: dallo studio delle Strutture Psicorporee e delle Materie del corpo proposte da B. Lesage si è approdati allo studio della metodologia Laban-Bartenieff  per approdare, nel 2011 ad un lavoro sulle modalità tecniche di Osservazione del Movimento con l’ausilio di strumenti operativi.

Per il 2013 è stata accreditato, nell’ambito dei programma Apid di Formazione Permanente, lo stage di Angela Loureiro proposto all’interno del percorso formativo della Scuola di formazione in DanzaMovimentoTerapia dei Processi Evolutivi Psicocorporei (DMT P.E.P.) .

Qui di seguito alcune delle locandine relative agli stage organizzati:

 

foto 4 ardeidaeJohan Dhaese

foto 1 ardeidae

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La formazione con Benoit Lesage

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FRA DENTRO E FUORI:

STRUTTURE E MATERIE
DEL MOVIMENTO

Percorso Esperienziale 2003

foto 2 ardeidae

Immagini Benoit primo incontro 021


 Strutture corporee

e

Catene muscolari

Percorso formativo

2004-2005

foto 3 ardeidae


La formazione con Angela Loureiro

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LA STRUTTURAZIONE DEL CORPO E LA COSTRUZIONE DELLO

SPAZIO INDIVIDUALE

metodo Laban- Bartenieff

19/20 GENNAIO 2008

Le esperienze corporee vissute da ciascuno influenzano costantemente le diverse interazioni che la vita ci propone. Esse sono alla base dell’affermazione di sé e della differenziazione tra sé, gli altri e l’ambiente.Sperimentare la continuità e la fluidità del movimento, la plasticità del corpo, le connessioni tra le differenti parti e il centro, così come costruire lo spazio individuale con il suo centro, i suoi limiti e il suo volume, fanno parte delle esperienze corporee fondative. Lo stage affronterà i temi del flusso di forma (cambiamento della forma globale a partire da motivazioni interne), lo schema di movimento centro-periferia (modello che sviluppa il senso di una globalità del corpo così come la differenziazione delle sue componenti, il senso di un centro del corpo e dei legami con le estremità) e la kinesfera (volume tridimensionale creato da ogni individuo).Le differenti esperienze corporee proposte – sequenze di movimento, contatto, improvvisazione – serviranno da supporto l’una all’altra interagendo reciprocamente.  

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   Il DIALOGO TRA LA META’ DESTRA E SINISTRA DEL CORPO:

              L’INCORPORAZIONE DELL’OMOLATERALITA’

metodo Laban- Bartenieff

19/20 GENNAIO 2008

Lo stage approfondirà il tema dello schema omolaterale e la connessione con gli altri “Fondamentali” Bartenieff. Nel percorso evolutivo che porta alla marcia, lo schema dell’omolateralità è fondamentale. Sviluppare la differenziazione tra i due lati, destro e sinistro, permette di amplificare la conquista della mobilità del corpo nello spazio. La funzione primaria dello schema fondamentale omolaterale è permettere che il corpo si organizzi in modo da stabilizzare uno dei due lati affinché l’altro possa essere mobile, esplorare lo spazio e sperimentare il movimento.  In questo senso tale schema è indispensabile anche per la conquista e il mantenimento dell’equilibrio, per la sperimentazione del  cambiamento dei livelli spaziali e per la conquista dell’assialità. Inoltre lo schema omolaterale  modella le funzioni della lateralizzazione del cervello e concorre alla strutturazione delle competenze cognitive e della capacità di discernimento.Durante lo stage saranno proposte differenti esperienze di movimento: sequenze semplici che permettono di esercitare e progressivamente incorporare questo modello di organizzazione corporea, improvvisazioni tematiche che toccano l’immaginario che si associa a questo schema, lavori di contatto per facilitare il movimento. 

DIAGONALI E SPIRALI:

L’INCORPORAZIONE DELLA LATERALITA’ INCROCIATA

metodo Laban- Bartenieff

21/22 febbraio 2009

Lo stage approfondirà le tematiche relative alla connessione laterale incrociata, ovvero allo schema controlaterale. Le diagonali e le spirali sono delle linee di forza che favoriscono una grande mobilità del corpo nello spazio e necessitano, per realizzarsi, dell’incorporazione dello schema della lateralità incrociata. Questo schema, modello di strutturazione del corpo che mette in relazione i quadranti opposti del corpo, favorisce l’esperienza della tridimensionalità e del volume. Si perviene al movimento quindi attraverso un flusso a spirale che riunisce il corpo e lo spazio e da accesso a una presenza complessa, capace di adattarsi a differenti stimoli sia interni che esterni.  Inoltre lo schema controlaterale prepara a un pensiero capace di mettere in relazione realtà differenti e favorisce il coinvolgimento generale all’azione.Durante lo stage saranno proposte differenti esperienze di movimento: sequenze semplici che

permettono di esercitare e progressivamente incorporare questo modello di organizzazione corporea, improvvisazioni tematiche che toccano l’immaginario che si associa a questo schema, lavori di contatto per facilitare il movimento.

 

 

IL MOVIMENTO E LA SUA OSSERVAZIONE SECONDO

IL METODO LABAN-BARTENIEFF

2-3 LUGLIO 2011

La sperimentazione delle proposte corporee fatte da R. Laban e I. Bartenieff arricchiscono la nostra percezione e lo sviluppo della nostra capacità di osservazione.

Questo stage ha per obiettivo lo sviluppo della capacità di osservazione del movimento con l’ausilio di due  griglie di osservazione  per la comprensione dell’evento artistico, terapeutico, antropologico o altro.

L’osservazione orientata da criteri specifici affina la nostra sensibilità e la nostra percezione, ci permette di monitorare ed orientare il nostro lavoro e favorisce la condivisione e lo scambio con gli altri professionisti